Avvocato, Avvocato in Italia | Milano
Dimarco & Partners Studio Legale Internazionale

I nostri Avvocati a Milano, Italia sono specializzati nell’offrire qualificati Servizi Legali a favore di società straniere in ogni città italiana. Dimarco & Partners è un moderno Studio Legale Italiano con sede in Italia, specializzato nell’assistere Clienti stranieri che intendono entrare nel mercato italiano o essere assistiti in servizi giudiziali o stragiudiziali.
La sede principale si trova a Milano, dove il Cliente può ricevere i nostri servizi legali in modo professionale e personalizzato. Il nostro Studio dispone inoltre di sedi secondarie nei Paesi Bassi, Romania, Polonia, Grecia, Belgio, Ucraina, Portogallo e collaborazioni in tutti i Paesi europei e extra UE.
Lo Studio Legale opera su tutto il territorio italiano grazie al Responsabile del Dipartimento Internazionale, l’Avvocato Massimo Dimarco, la cui sede è ubicata in Via Borghetto n.3 a Milano, a 500 metri a piedi dal Duomo di Milano e vicino al Tribunale. Il punto di forza del servizio è trattare i Clienti stranieri come se si trovassero nel proprio Paese. Il Cliente viene sempre aggiornato su ogni circostanza rilevante.
Nel nostro Studio Legale tutti i professionisti sono avvocati e commercialisti anglofoni. Grazie alle nostre collaborazioni, possiamo assistere il Cliente in italiano, inglese, spagnolo, polacco, olandese, rumeno, greco, ungherese e russo.
I principali ambiti di competenza dei nostri avvocati italiani sono contenzioso, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto societario, diritto internazionale, fusioni e acquisizioni, recupero crediti, pianificazione fiscale, immobili, vendite internazionali, diritto fallimentare e proprietà intellettuale. Il nostro ufficio è suddiviso in dipartimenti: ciascun dipartimento si occupa di uno specifico ambito giuridico, al fine di garantire elevati standard di qualità e specializzazione in ogni settore del diritto.
Grazie alla nostra rete e all’introduzione del processo telematico, il nostro Studio è in grado di rappresentare il Cliente in ogni città italiana nelle attività giudiziali e stragiudiziali, offrendo lo stesso servizio su tutto il territorio nazionale.
L’obiettivo dei nostri Avvocati in Italia è essere efficienti nei tempi, al fine di tutelare i diritti dei nostri Clienti e assisterli e proteggerli nel miglior modo possibile secondo la legge italiana.

Chi è Dimarco & Partners International Law Firm

Fondato nel 2014

50 persone nel team


Aree di pratica
Occupazione e lavoro
Servizi bancari e finanziari
Fallimento e Debito
Energia, Ambiente e ESG
Affari
Immobiliare
Societario e commerciale
Proprietà Intellettuale
Famiglia

Lingue parlate
Italian
English

Social media

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Aree di pratica

Occupazione e lavoro

Avvocati del Lavoro in Italia | Diritto del Lavoro in Italia
Dimarco & Partners Studio Legale Internazionale

 

I nostri Avvocati del Lavoro a Milano, Italia, sono specializzati nel campo del Diritto del Lavoro. Assistiamo enti societari, dipendenti e dirigenti coinvolti in questioni lavorative su tutto il territorio italiano. Questo dipartimento dello Studio Legale si avvale di professionisti esperti, con oltre 20 anni di pratica nel diritto del lavoro.
Negli ultimi anni il Diritto del Lavoro è cambiato più volte (riforma Fornero nel 2012, nel 2015 il Jobs Act ha apportato una profonda rivoluzione e nuovamente il 07.08.2018 il Governo ha emanato il “decreto dignità” convertito in legge). L’ultimo evento che ha modificato il diritto del lavoro in Italia è stata una sentenza della Corte Costituzionale, nel settembre 2018.
Dimarco & Partners e il suo team di avvocati italiani qualificati offrono un’ampia gamma di servizi legali nel campo del diritto del lavoro come, ad esempio, licenziamenti individuali, licenziamenti collettivi, licenziamenti di dirigenti, contratti, incentivi alla pensione, conciliazioni e contenzioso. Forniamo anche consulenza a enti societari durante operazioni straordinarie, fusioni e acquisizioni e trasferimenti di azienda. In tali operazioni, che spesso comportano una riorganizzazione societaria e una revisione dell’organico, il ruolo degli avvocati diventa cruciale per procedere correttamente. Forniamo un’assistenza personalizzata per società, dirigenti e soggetti privati.​

I. Assistenza legale in favore degli enti societari:
​Una volta che un investitore straniero entra nel mercato italiano, necessita di un’assistenza qualificata in materia di diritto del lavoro. Le norme italiane sono complesse e vi sono molte disposizioni specifiche che una società deve rispettare per evitare sanzioni amministrative, procedimenti penali e controversie davanti alle autorità del lavoro.
I nostri avvocati del lavoro in Italia forniscono i seguenti servizi agli enti societari:

  • Riorganizzazione aziendale
  • Licenziamenti di dipendenti e incentivi previdenziali
  • Consulenza su contratti di lavoro, a tempo indeterminato e determinato
  • Impugnazione dei licenziamenti promossi da dipendenti o dirigenti
  • Rappresentanza in contenziosi giudiziari
  • Controversie giudiziarie contro dipendenti o agenti
  • Conciliazione davanti alle Organizzazioni Sindacali e alla DTL (Direzione Territoriale del Lavoro)
  • Consulenza in materia di licenziamenti collettivi
  • Consulenza sui contratti di agenzia
  • Consulenza sui contratti a tempo indeterminato
  • Assistenza e rappresentanza davanti all’Ispettorato del Lavoro
  • Assistenza nei procedimenti giudiziari promossi dai dipendenti per differenze retributive
  • Assistenza in caso di infortuni sul lavoro
  • Redazione di lettere di licenziamento
  • Redazione di contestazioni disciplinari
  • Assistenza in ipotesi di trasferimento illecito di dipendenti
  • Assistenza in caso di licenziamento di un dirigente
  • Assistenza in casi di fusioni e acquisizioni
  • Licenziamenti collettivi di dirigenti
  • Assistenza in trasferimenti d’azienda e operazioni straordinarie


II. Assistenza legale in favore di dirigenti licenziati:
Il nostro team di avvocati del lavoro in Italia vanta una lunga esperienza nell’assistere dirigenti di società nazionali e multinazionali nelle procedure di impugnazione dei licenziamenti ricevuti dal datore di lavoro. Il ruolo del dirigente è attribuito a coloro che sono considerati l’alter ego del datore di lavoro e che normalmente hanno poteri decisionali autonomi per raggiungere gli obiettivi aziendali. Questa categoria, pur avendo alcune peculiarità, rientra nella definizione di lavoratore dipendente contenuta nell’art. 2095 del Codice Civile italiano.
I nostri avvocati, specializzati in diritto del lavoro, prestano assistenza in favore dei dirigenti secondo un metodo ispirato all’accuratezza procedurale, seguendo un percorso predefinito e attraverso i seguenti passaggi:

  • Analisi della documentazione fornita dal Dirigente che ha ricevuto una lettera di licenziamento in Italia:

In questa fase iniziale i nostri Avvocati del Lavoro verificano la documentazione (incluso il contratto collettivo nazionale applicabile) e forniscono una prima valutazione del caso, illustrando al Cliente eventuali profili di illegittimità della lettera di licenziamento da un punto di vista formale o procedurale. Valutano altresì eventuali violazioni denunciabili all’Ispettorato del Lavoro.

  • Impugnazione del licenziamento illegittimo:

Se dall’analisi preliminare emerge che il licenziamento è illegittimo, il dirigente ha 60 giorni dalla ricezione della lettera di licenziamento per impugnarlo. Il ricorso deve essere redatto con precisione, poiché non può essere modificato successivamente.

  • Fase di negoziazione e conciliazione tra il Dirigente e la Società

Spesso accade che il datore di lavoro, dopo aver ricevuto il ricorso, ci contatti per definire amichevolmente la controversia. In questa fase i nostri avvocati italiani cercano di ottenere le condizioni più favorevoli per il Cliente. Se la proposta della società viene accettata dal Cliente, redigiamo l’atto di conciliazione. Qualora non si raggiunga un accordo, si passa alla fase successiva.

  • Fase giudiziale – contenzioso davanti al Tribunale del Lavoro

Se non è possibile raggiungere una transazione nella fase precedente, i nostri avvocati del lavoro agiranno contro la società al fine di ottenere il risarcimento dovuto.

  • Accordo transattivo o sentenza

Nel corso del processo, i nostri avvocati cercheranno di raggiungere un accordo con la società (il giudice tenterà la conciliazione nella prima udienza) oppure, se ciò non sarà possibile, rappresenteranno il Cliente durante l’intera procedura. Se il procedimento si conclude con una sentenza favorevole, procederemo all’esecuzione della decisione notificando eventuali atti di pignoramento sui beni/immobili/conti bancari della società.

​III. Assistenza legale in favore dei lavoratori dipendenti:
Il nostro Studio Legale è altresì specializzato nell’assistere soggetti licenziati dal proprio posto di lavoro. La contestazione deve essere effettuata con estrema precisione, segnalando tutti gli elementi di illegittimità entro 60 giorni dalla ricezione della lettera di licenziamento. Si tratta di un termine perentorio e, se non rispettato, il lavoratore perde ogni diritto di adire il giudice. Tale termine non si applica generalmente ai licenziamenti verbali. Vi sono diverse ragioni per licenziare un lavoratore e possiamo evidenziare gli aspetti delle diverse tipologie di licenziamento:
A) LICENZIAMENTO SENZA PREAVVISO – LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA:
Ai sensi dell’art. 2119 del Codice Civile italiano, il rapporto di lavoro può essere risolto in qualsiasi momento senza preavviso, ogni qualvolta si verifichi una condotta che rende impossibile la prosecuzione, anche temporanea, del rapporto lavorativo. Richiede una violazione particolarmente grave da parte del lavoratore.
Talvolta non è agevole distinguere tra licenziamento per giusta causa e licenziamento per giustificato motivo soggettivo. La distinzione tra le due fattispecie è solo quantitativa, non qualitativa (la giusta causa ricorre in presenza di condotte estremamente rilevanti, mentre condotte meno gravi determinano il licenziamento per giustificato motivo soggettivo). Come analizzeremo in questo capitolo, vi è una differenza significativa tra le conseguenze di queste due tipologie di licenziamento.
Ai sensi dell’art. 5 della Legge 604/1966 il datore di lavoro deve provare la condotta del lavoratore e non viceversa. Qualora il datore di lavoro non riesca a dimostrare la condotta rilevante, il licenziamento deve essere considerato illegittimo con le seguenti possibili conseguenze:

  • Se la condotta sussiste ma non è ritenuta sufficientemente rilevante da giustificare un licenziamento per giusta causa, il lavoratore, ai sensi del Jobs Act, riceverà un’indennità pari a 2 mensilità per ciascun anno di servizio prestato presso l’azienda, con un minimo di 4 mensilità e un massimo di 24 mensilità. Il “decreto dignità” entrato in vigore il 07.08.2018 ha modificato tale disposizione stabilendo un minimo di 6 mesi e un massimo di 36 mesi.
  • Se il fatto materiale che ha determinato il licenziamento per giusta causa non è sussistente (ad esempio, il lavoratore viene licenziato perché si presume abbia sottratto un computer ma in realtà non lo ha fatto), il giudice ordinerà al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore e di corrispondergli un risarcimento pari alla retribuzione dal giorno del licenziamento fino a quello effettivo della reintegrazione, con un massimo di 12 mensilità.

B) LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO SOGGETTIVO:
Questo tipo di licenziamento presuppone una violazione significativa del lavoratore (ex art. 3 Legge 604/1966). La fattispecie si distingue dal licenziamento per giusta causa (art. 2119 c.c.) per i seguenti profili:

  • la condotta del lavoratore è meno grave rispetto a quella richiesta per il licenziamento per giusta causa;
  • il periodo di preavviso deve sempre essere corrisposto, diversamente dai licenziamenti per giusta causa.

In linea generale, nel caso di licenziamenti illegittimi per giustificato motivo soggettivo, il giudice non può disporre la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro. L’indennità prevista per il lavoratore in caso di licenziamento illegittimo è pari a 2 mensilità per ogni anno di servizio prestato presso il datore di lavoro, con un minimo di 4 mensilità e un massimo di 24 mensilità. 
Il “decreto dignità”, entrato in vigore il 07.08.2018, ha modificato tale disposizione stabilendo un minimo di 6 mesi e un massimo di 36 mesi. ​
Tuttavia, se il fatto materiale che ha determinato la risoluzione non sussiste (ad esempio, il lavoratore viene licenziato perché si presume abbia sottratto un computer ma in realtà non lo ha fatto), il giudice ordinerà al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore e di corrispondergli un risarcimento pari alla retribuzione dal giorno del licenziamento fino a quello effettivo della reintegrazione, con un massimo di 12 mensilità.
C) LICENZIAMENTO PER MOTIVI DISCRIMINATORI:
Ai sensi dell’art. 15 della Legge 300/1970 – Statuto dei Lavoratori – un licenziamento è considerato discriminatorio se la motivazione dipende da una delle seguenti cause:

  1. appartenenza o volontà di aderire a un sindacato;
  2. se il datore di lavoro decide di modificare i compiti del lavoratore, trasferirlo o adottare provvedimenti disciplinari perché il lavoratore aderisce a un sindacato o partecipa a uno sciopero;
  3. se sussiste una delle seguenti discriminazioni: politica, religiosa, razziale, di sesso, handicap, età, orientamento sessuale o credo.

Le discriminazioni possono essere classificate in due tipologie ai sensi dell’art. 25 del Decreto Legislativo n. 198/2006:
A. Discriminazione diretta: qualsiasi disposizione, criterio, prassi, atto, patto o comportamento che produce una discriminazione nei confronti di un dipendente o un trattamento meno favorevole. 
B. Discriminazione indiretta: qualsiasi disposizione, criterio, prassi, atto, patto o comportamento apparentemente neutro che comporta uno svantaggio particolare per alcuni lavoratori.
Le conseguenze dei licenziamenti discriminatori sono le seguenti:

  • pagamento di un’indennità al lavoratore sulla base dell’ultima retribuzione per ogni mese tra il licenziamento e la reintegrazione, con un minimo di cinque mensilità.
  • reintegrazione del lavoratore: in questo caso, disciplinato dall’art. 18 comma 1, il datore di lavoro reintegra il lavoratore. Tuttavia, il lavoratore può alternativamente optare per un’indennità pari a 15 mensilità.  Per esercitare tale opzione il lavoratore deve comunicarlo al datore di lavoro entro 30 giorni dalla sentenza o, prima della sentenza, entro 30 giorni dalla decisione del datore di lavoro di reintegrare il lavoratore. Qualora il lavoratore non rientri al posto di lavoro entro 30 giorni dall’invito del datore di lavoro, il contratto di lavoro si considera risolto.
  • Il datore di lavoro dovrà versare i contributi previdenziali dal giorno del licenziamento fino al giorno della reintegrazione disposta dal Tribunale.

D) LICENZIAMENTI PER CRISI AZIENDALE (LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO):
Il datore di lavoro può anche adottare il licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Tale tipologia è tra le più comuni quando le aziende intendono ridurre i costi aziendali e i costi del lavoro.  Ai sensi dell’art. 3 della Legge 604/1966, tali licenziamenti sono determinati da ragioni legate principalmente alla produzione e alla (ri)organizzazione del lavoro.
Esistono due ipotesi principali per licenziare un lavoratore per giustificato motivo oggettivo:

  • sovrannumero: l’azienda ritiene che vi siano troppi dipendenti rispetto alle esigenze attuali – legate alla crisi di mercato, all’adozione di nuove tecnologie o all’adozione di processi produttivi più efficienti.
  • situazioni legate al lavoratore: ad esempio, se un dipendente diventa invalido a seguito di un incidente e non è in grado di proseguire le proprie mansioni all’interno dell’azienda.

Nel procedimento il datore di lavoro deve dimostrare l’esistenza della ragione del licenziamento e la relazione diretta tra le ragioni economiche e il licenziamento comunicato al lavoratore. In ogni caso il datore di lavoro, qualora vi sia la possibilità di riutilizzare il lavoratore in un’altra posizione aziendale, ha l’obbligo di proporlo (c.d. obbligo di ricollocazione) o i licenziamenti saranno considerati illegittimi.
Si precisa che per tutti i casi sopra descritti, ad eccezione dei licenziamenti discriminatori, la Corte Costituzionale, il 26.09.2018, ha stabilito che il criterio degli anni di servizio non è costituzionale. Per questo motivo ora la Corte ha poteri discrezionali nel determinare le indennità tra un minimo di 6 mensilità e un massimo di 36 mensilità, non prendendo in considerazione esclusivamente gli anni di servizio.


In materia di tutela del lavoratore offriamo i seguenti servizi:

  • Impugnazione del licenziamento
  • Contenziosi davanti ai tribunali del lavoro
  • Conciliazioni davanti alle organizzazioni sindacali e alla DTL
  • Negoziazioni per incentivi
  • Assistenza nelle procedure di licenziamento collettivo
  • Controversie in materia di contratti di agenzia
  • Mobbing e richiedente danni
  • Recupero crediti del TFR
  • Recupero crediti per differenze retributive
  • Assistenza in procedimenti disciplinari
  • Assistenza contro trasferimenti illeciti
  • Assistenza in materia di lavoro sommerso.
Diritti dei lavoratori
Assunzioni e licenziamenti
Discriminazione sul lavoro
Diritto del lavoro
Pensione
Pensionamento
Molestie sessuali
Sicurezza sociale
Retribuzione e orario
Licenziamento illegittimo
Benefici occupazionali e compensi per dirigenti

Servizi bancari e finanziari

Investimento
Finanziamento incrementale delle imposte
Regolamentazione dei servizi finanziari
Finanza di progetto
Gestione di Fondi e Attivi
Partenariati pubblico-privati (PPP)
Finanza sostenibile
Mercati dei capitali azionari
Mercati dei capitali di debito
Finanza per acquisizioni / Finanza con leva
Finanza Strutturata

Fallimento e Debito

Avvocati per il Recupero Crediti in Italia | Servizi Legali per il Recupero del Debito
Dimarco & Partners International Law Firm

 

I nostri Avvocati in Italia sono specializzati nel recupero crediti in tutte le città italiane a favore di Clienti esteri. La nostra esperienza nel settore del recupero crediti ci consente di recuperare somme rilevanti a favore dei nostri Clienti. Il nostro Studio Legale rappresenta importanti realtà aziendali nazionali e multinazionali, gestendo un numero considerevole di pratiche mensili relative a fatture non saldate, contratti di finanziamento o accordi. Riteniamo che l’approccio debba essere metodico e per questo motivo suddividiamo le nostre attività in precise fasi:

  • Analisi del debitore italiano;
  • Fase stragiudiziale: redazione di una formale diffida di pagamento nei confronti del debitore ubicato in Italia;
  • Contatto telefonico con il debitore italiano;
  • Azione giudiziale;
  • Procedura esecutiva su beni immobili, conti correnti o crediti riconducibili al debitore italiano.

Dopo l’analisi del debitore italiano, il nostro Dipartimento di Recupero Crediti redige la formale diffida di pagamento. In questa fase il nostro Studio Legale cercherà di ottenere il pagamento integrale dal debitore o di raggiungere un accordo transattivo, cercando di evitare l’azione giudiziale nel migliore interesse del Cliente. L’importanza di questa fase non è soltanto quella di avvertire il debitore che sta per essere avviata un’azione giudiziaria, ma riveste anche ulteriori significati. I crediti commerciali possono avere un termine di prescrizione di cinque/dieci anni (a seconda della tipologia di credito): ciò significa che se il creditore attende oltre i cinque/dieci anni senza interrompere il termine di prescrizione, il suo diritto si estinguerà.

Debito e recupero crediti
Fallimento
Riparazione del credito
Creditore

Energia, Ambiente e ESG

Petrolio, gas ed energia
Risorse naturali
Diritto del cambiamento climatico
Diritto regolatorio dell’energia
Diritto minerario
Consulenza e conformità ESG
Energia rinnovabile e alternativa
Diritto dell’acqua

Affari

Avvocati societari in Italia
Dimarco & Partners Studio Legale Internazionale

 I nostri avvocati societari in Italia forniscono consulenze legali a imprese straniere e nazionali, offrendo un’assistenza completa per ogni aspetto della vita societaria. Abbiamo una consolidata esperienza nella costituzione di società in Italia (SRL - società a responsabilità limitata o SPA - società per azioni) e nell’istituzione di controllate, filiali o semplici uffici di rappresentanza. Il nostro Studio Legale può occuparsi anche della tenuta della contabilità e di tutti gli aspetti relativi alla contabilità aziendale.
Inoltre, Dimarco & Partners assiste con competenza società straniere presenti sul territorio italiano che dispongono di una stabile organizzazione o di un rappresentante fiscale. A tal riguardo, lo Studio supporta abitualmente le aziende che intendono, ad esempio, dare efficacia giuridica in Italia a contratti esteri di trasferimento di quote e di nomina di nuovi amministratori.
Un altro ambito di specializzazione riguarda gli investitori stranieri che intendono acquistare o vendere quote di società italiane: i nostri avvocati redigeranno il contratto e li rappresenteranno davanti al notaio, ove l’atto di acquisto sarà autenticato e successivamente inviato alla Camera di Commercio per la registrazione ufficiale. Possiamo anche rappresentare direttamente il Cliente mediante procura, intervenendo dal notaio in sua vece.
Abbiamo altresì una consolidata pratica nello sviluppo di operazioni di mergers and acquisitions, joint venture, spin off, licensing e transazioni di venture capital/private equity. Il nostro Studio, composto da avvocati e commercialisti, può fornire due diligence in italiano e in inglese per tutte le operazioni (immobiliari, acquisto di società o di partecipazioni, cessione di società).
La nostra assistenza al Cliente può essere focalizzata nella fase non contenziosa, redigendo ogni tipologia di contratto necessaria allo sviluppo delle attività aziendali, nonché nelle controversie societarie.
In primo luogo redigiamo tutti i contratti tra il Cliente e i suoi fornitori italiani per disciplinare i reciproci diritti e obblighi e prevenire future controversie. In particolare, è fondamentale regolamentare tutti i contratti relativi alla vendita internazionale di beni. Qualora sorga una controversia tra le parti, possiamo rappresentare il Cliente in Italia in tutte le dispute societarie e contenziosi davanti al tribunale italiano o in procedimenti arbitrali. Il punto di forza dei nostri avvocati in tali materie è la profonda conoscenza della “Convenzione delle Nazioni Unite sui contratti di compravendita internazionale di merci - CISG”.
Forniamo altresì consulenza societaria in materia di diritto del lavoro e dell’occupazione in Italia. La nostra competenza in questi settori comprende attività di redazione contrattuale (lettere di intenti, accordi di riservatezza, disclosure letter, contratti di lavoro, contratti di agenzia e distribuzione). Il nostro studio è inoltre riconosciuto in Italia per le operazioni societarie straordinarie. Offriamo anche servizi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale.
Il nostro studio offre anche servizi fiscali societari in Italia, assistendo i Clienti stranieri su tutti i profili fiscali. Tale consulenza è fondamentale quando un investitore straniero vuole avviare un’attività in Italia costituendo una società (o filiali, controllate, uffici di rappresentanza, stabili organizzazioni o rappresentanti fiscali in Italia) o nell’ambito di joint venture, fusioni e acquisizioni e in tutte le attività di spin off.
Rimaniamo in attesa di poter collaborare con voi.
Datore di lavoro
Documento legale
Costituzione di nuove imprese
Soluzioni per ufficio
Fiscalità
Legge FDA

Immobiliare

Dimarco & Partners International Law Firm
Avvocati per l’acquisto di immobili in Italia
 

 I nostri avvocati in Italia sono esperti nella gestione di acquisti immobiliari (unità residenziali e commerciali). Possiamo rappresentare il cliente in ogni fase necessaria alla conclusione dell’operazione. Assistiamo il Cliente straniero nelle attività negoziali, nella redazione del contratto preliminare, del contratto definitivo di acquisto e lo rappresentiamo dinanzi al notaio. In caso di procura notarile possiamo firmare l’atto di vendita per conto del Cliente. I nostri avvocati in Italia assistono i Clienti stranieri nell’acquisto di un immobile su tutto il territorio italiano.
Questa operazione in Italia coinvolge normalmente molti soggetti, quali l’acquirente, il venditore, il notaio e le agenzie immobiliari, pertanto è opportuno che il Cliente si avvalga di un avvocato per essere tutelato durante tutte le attività. Nel nostro studio tutti i professionisti sono avvocati con conoscenza dell’inglese. Questo aspetto è molto importante, infatti, molto spesso i problemi di comunicazione tra il Cliente e il legale possono portare a risultati negativi. Collaboriamo altresì con numerosi professionisti, avvocati, consulenti immobiliari e traduttori in grado di parlare russo, rumeno, bulgaro, polacco, olandese, francese, ungherese, spagnolo, inglese, italiano e greco.
La compravendita dell’immobile in Italia è solitamente composta dalle seguenti attività:
1. Le parti sottoscrivono la proposta irrevocabile d’acquisto in Italia:
Quando l’agenzia immobiliare è coinvolta nell’acquisto, tale contratto è sempre sottoscritto dalle parti.
Si tratta di un documento nel quale il venditore e l’acquirente convengono esclusivamente sulle condizioni principali dell’acquisto, innanzitutto sul prezzo e sulle modalità di pagamento. Normalmente, al momento della sottoscrizione di tale contratto, il venditore riceve dall’acquirente un deposito che può essere denominato caparra confirmatoria o acconto. Per un Cliente straniero non è facile comprendere la differenza tra caparra confirmatoria e acconto e spesso ritengono che siano due termini con lo stesso significato per descrivere un semplice deposito. In realtà esiste una differenza cruciale tra i due termini:
- caparra confirmatoria: secondo l’art. 1385 del codice civile italiano, qualora l’acquirente versi un deposito indicato nel contratto come caparra confirmatoria, qualora il venditore non adempia ai propri obblighi, avrà diritto a richiedere il doppio della somma versata. Se l’acquirente non rispetta i propri obblighi derivanti dal contratto, il venditore sarà autorizzato a trattenere la somma come risarcimento.
- acconto: in questo caso l’importo versato dall’acquirente costituisce un semplice anticipo sul prezzo finale dell’immobile. Non vi sarà diritto a pretendere il doppio dell’acconto da parte dell’acquirente qualora il venditore non adempia al contratto. Naturalmente il venditore, qualora l’acquirente non rispetti gli obblighi, non potrà trattenere l’acconto e dovrà restituirlo all’acquirente.
È fondamentale essere assistiti da un avvocato italiano sin dall’inizio delle trattative, al fine di comprendere numerosi aspetti rilevanti di una normativa complessa come quella italiana e tutelare i diritti del compratore/venditore straniero di un immobile in Italia.
Il primo adempimento consiste nell’accertamento che l’immobile sia libero da debiti, ipoteche, gravami o dal fatto che sia stato già promesso a terzi. Le attività di due diligence sul registro immobiliare e sull’immobile possono proteggere il cliente in maniera più efficace.
2. Preliminare d’acquisto (contratto preliminare):
Questa seconda fase consiste in un accordo tra l’acquirente e il venditore su tutti gli elementi essenziali del contratto di compravendita. Questo contratto viene normalmente stipulato dinanzi al notaio e registrato presso l’ufficio competente. Il notaio, comunque, non è obbligatorio. La registrazione produce un doppio effetto rilevante:
a.Sarà debitamente annotato nel registro immobiliare che l’immobile è soggetto a contratto preliminare.
b.In caso il venditore decidesse di violare la legge e stipulare più contratti preliminari con soggetti diversi, chi ha registrato per primo detiene un diritto giuridico sull’immobile.
In questa fase i nostri avvocati in Italia possono assistere il cliente durante le trattative relative al contratto, nella sua redazione e persino rappresentare il Cliente dinanzi al Notaio mediante procura.
3. Contratto definitivo di acquisto:
Una volta che il contratto preliminare è registrato o almeno sottoscritto dalle parti, gli ultimi passi prima della conclusione dell’operazione immobiliare consistono in:
a. Redazione del contratto definitivo:
I nostri avvocati redigeranno il contratto definitivo di compravendita immobiliare (o assisteranno il notaio in tale attività), verificando che tutte le condizioni e i termini richiesti dal contratto preliminare e dalla normativa vigente siano rispettati.
b. Organizzazione delle modalità di pagamento:
Questa attività è di fondamentale importanza. Nelle transazioni tra italiani e stranieri è essenziale garantire al Cliente la sicurezza del trasferimento del denaro. Prima di trasferire un importo rilevante è indispensabile che il denaro sia sempre disponibile per il Cliente prima della sottoscrizione del contratto definitivo che trasferirà la proprietà dell’immobile.  La nostra esperienza ci ha insegnato che molti inconvenienti possono sorgere proprio prima della conclusione dell’accordo, pertanto è cruciale che l’ultimo importo non venga trasferito al venditore prima della conclusione dell’operazione.
c. Rappresentanza del Cliente dinanzi al notaio:
Qualora richiesto dal Cliente, il nostro studio legale può rappresentarlo davanti al notaio e sottoscrivere il contratto di acquisto per suo conto. Questa opzione risulta estremamente pratica per il Cliente che vive in Paesi molto distanti dall’Italia e che non sarà tenuto a recarsi di persona dal notaio per sottoscrivere l’atto. Il nostro avvocato può eseguire tale procedura in qualsiasi città italiana.
d. Ulteriori verifiche sull’immobile:
I nostri avvocati italiani, una volta che l’atto è stato sottoscritto e l’immobile appartiene al Cliente, verificheranno che tutte le imposte connesse all’acquisto siano state versate dal notaio e che il nuovo proprietario risulti correttamente nei registri immobiliari.
Siamo pronti ad offrirvi l’esperienza dei nostri avvocati immobiliari.
Intermediazione
Immobiliare commerciale
Pignoramento immobiliare
Edilizia abitativa, Costruzione e Sviluppo
Uso del suolo e zonizzazione
Locatore e conduttore
Mutuo
Contratti immobiliari e negoziazioni
Due Diligence immobiliare
Trasferimento di proprietà immobiliare

Societario e commerciale

Registrazione aziendale
Contratto
Due Diligence
Franchising
Licenze
Fusione e acquisizione
Relazioni con il governo e lobbying
Diritto del commercio internazionale
Organizzazioni non profit e di beneficenza
Governance aziendale
Sanzioni e controlli sulle esportazioni
Capitale privato

Proprietà Intellettuale

Diritto della Proprietà Intellettuale in Italia | Dimarco & Partners
 

 

I nostri avvocati in Italia sono specializzati in diritto della proprietà intellettuale e assistono i clienti esteri in tutte le questioni correlate. Forniamo assistenza stragiudiziale e giudiziale in materia di brevetti, marchi, design, nomi a dominio, concorrenza sleale e diritto antitrust.  I nostri principali ambiti di attività sono i seguenti:

  • Contenzioso in materia di proprietà intellettuale in Italia:

I nostri avvocati effettuano un’analisi specifica della vicenda, informando il Cliente circa l’esistenza di profili di illiceità nel comportamento della controparte, suggerendo le soluzioni idonee per comporre la controversia in via amichevole oppure valutando se sia opportuno procedere dinanzi agli organi giudiziari italiani. Ci occupiamo altresì degli arbitrati nazionali ed internazionali relativi alla proprietà intellettuale.

  • Tutela e registrazione dei marchi in Italia:

Le nostre principali attività consistono nel fornire consulenza al Cliente al fine di tutelare il proprio marchio rispetto a violazioni da parte di terzi. Ci occupiamo inoltre di tutti gli adempimenti per la registrazione di un marchio, nazionale, europeo o internazionale. In quest’ultima fase forniamo tutte le attività di ricerca, identificazione delle classi di prodotti secondo la Classificazione Internazionale di Nizza e, infine, l’attività di registrazione.

  • Tutela e registrazione dei brevetti in Italia:

I nostri avvocati in Italia prestano tutte le attività per la tutela dei marchi dinanzi ai giudici italiani e anche per la registrazione dei marchi concernenti:

  1. Diritti su modelli industriali
  2. Modelli di utilità
  3. Diritto d’autore
  4. Nuove varietà vegetali
  5. Topografie
Diritto d’autore
Brevetto
Marchio
Diritto dell’arte e dei beni culturali

Famiglia

Avvocati per Separazione e Divorzio in Italia | Diritto di Famiglia
Dimarco & Partners Studio Legale Internazionale
 

 

I nostri Avvocati in Italia sono specializzati nell’assistenza legale in materia di separazione e divorzio su tutto il territorio italiano. Nel nostro team tutti i professionisti sono avvocati che parlano inglese. In Italia è possibile attivare diversi procedimenti giudiziari o procedure stragiudiziali, a seconda che vi sia o meno la volontà tra marito e moglie di raggiungere un accordo. In Italia è obbligatorio adire la separazione per poter ottenere il divorzio con una procedura distinta. L’esperienza dei nostri avvocati italiani consente spesso alle parti di trovare un accordo prima del giudizio anche in presenza di conflitti rilevanti tra marito e moglie. Nel corso degli anni abbiamo assistito numerosi espatriati (“expats”), fornendo consulenza in inglese e garantendo un’assistenza estremamente comprensibile e chiara per un Cliente straniero.
Possiamo sintetizzare il diritto di famiglia relativo ai procedimenti di separazione e divorzio in Italia come segue:

1. SEPARAZIONE IN ITALIA CONSENSUALE DAVANTI AL TRIBUNALE
Se le parti concordano sulle condizioni di separazione possono affidare a un avvocato italiano la proposizione di un’azione – a favore di entrambi – per chiedere al giudice la conferma delle condizioni proposte. Il giudice fissa una udienza nella quale le parti saranno ascoltate personalmente al fine di valutare la volontà comune di separazione e di verificare la correttezza, secondo la legge e la situazione concreta, delle condizioni richieste da marito e moglie.
Dopo la valutazione, il giudice emette un provvedimento (omologazione) che consente alle parti di vivere separate.
Gli elementi principali esaminati riguardano la destinazione della casa familiare in cui le parti convivevano, gli assegni in favore di una delle parti o dei figli, l’affidamento e le visite dei figli e la divisione dei beni come auto o conti bancari.
Il matrimonio non viene sciolto al termine di questa procedura, ma il giudice autorizza le parti a vivere separate, senza gli obblighi di fedeltà e convivenza. La ratio di tale procedimento, unitamente al periodo che le parti devono attendere prima di proporre il divorzio, è finalizzata a consentire alla coppia di riconciliarsi. In precedenza il termine per proporre il divorzio era di 3 anni, ridotto a 6 mesi dalla legge 55/2015. Dopo la separazione, in qualsiasi momento, le parti possono proporre un ricorso per modificare le condizioni di separazione. Normalmente la prima udienza si svolge entro 3/4 mesi dalla presentazione del ricorso al tribunale competente, e la pronuncia è disponibile nei più grandi distretti giudiziari entro 3 o 4 mesi.

2. SEPARAZIONE STRAGIUDIZIALE IN ITALIA EFFETTUATA DAI LEGALI “NEGOZIAZIONE ASSISTITA”
Recentemente il decreto 132/2014 ha introdotto in Italia la procedura denominata “negoziazione assistita”, che rappresenta la modalità più rapida nel caso in cui le parti siano disponibili a trovare un accordo sulla separazione, sulla casa familiare, sull’affidamento dei figli, sugli assegni e sulla divisione dei beni evitando il ricorso al tribunale. La separazione stragiudiziale può essere utilizzata anche per il divorzio consensuale e per modificare le condizioni di separazione. In questo caso gli avvocati gestiscono l’intera procedura, senza necessità di notificare alcun ricorso al giudice, consentendo un notevole risparmio di tempo per le parti.
Nella prima fase l’avvocato di una delle parti “invita” l’altra parte ad aderire alla procedura, concedendo un termine di 30 giorni per comunicare l’accettazione o il rifiuto.
Poi le parti, assistite dai legali, stabiliscono tutte le condizioni della separazione (o del divorzio), compreso l’affidamento dei figli, e le sottoscrivono direttamente nello studio legale. Gli avvocati autenticano le firme delle parti e l’accordo è trasmesso al Pubblico Ministero del distretto competente (per ottenere la conferma delle condizioni) e al comune in cui il matrimonio è stato registrato.
Consigliamo sempre di seguire questa procedura poiché si conclude in 2/3 mesi e può essere applicata a qualsiasi situazione che in precedenza necessitava di un giudizio.
Nel caso sia previsto un trasferimento immobiliare collegato a tale procedura, esso non sarà soggetto all’“imposta di registro”, una tassa rilevante, come confermato dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 65/E del 16.07.2015.

3. SEPARAZIONE GIUDIZIALE CONTENZIOSA IN ITALIA
Il nostro Studio Legale, qualora le parti non riescano a raggiungere un accordo nella fase precontenziosa, rappresenterà il cliente nel procedimento di separazione giudiziale, che segue il rito ordinario.
La separazione deve essere proposta al Tribunale competente che, ai sensi dell’art. 706 del codice di procedura civile italiano, può essere individuato, con criteri sussidiari:

  • nel luogo dell’ultima residenza comune in Italia dei coniugi;
  • nel luogo in cui il convenuto ha residenza o domicilio in Italia;
  • qualora il convenuto sia residente all’estero o non sia possibile rintracciarlo, nel luogo di residenza o domicilio del ricorrente in Italia;
  • qualora il ricorrente sia residente all’estero, in qualsiasi tribunale italiano.

I coniugi devono comparire personalmente alla prima udienza e, secondo l’art. 708 del codice di procedura civile italiano, il presidente della sezione del Tribunale deve ascoltare separatamente ciascuna parte e tentare la conciliazione per fissare tutti i termini della separazione. Qualora non sia possibile raggiungere la conciliazione, il presidente della sezione dispone tutte le misure temporanee e urgenti necessarie e il processo prosegue con un altro giudice che sarà nominato. Nella successiva udienza davanti al nuovo giudice, quest’ultimo può pronunciare una sentenza non definitiva di separazione, ai sensi dell’art. 709 ter del codice di procedura civile italiano, trattando nel prosieguo del processo l’affidamento dei figli, il divorzio “con addebito” e gli assegni. Il processo si conclude con una sentenza.
Il coniuge può altresì chiedere al Tribunale la separazione “con addebito” qualora durante il procedimento si accertino violazioni degli obblighi derivanti dal matrimonio (ad esempio violazioni della fedeltà coniugale o abbandono della casa familiare da parte di uno dei coniugi).
Durante il procedimento è possibile trattare della separazione, della casa familiare, dell’affidamento dei figli, delle visite e della divisione dei beni.
La procedura è un normale giudizio di primo grado nel quale il giudice esamina le prove e pronuncia una sentenza di definizione. Il tempo stimato, in generale, varia tra 1,5 e 3 anni.

4. DIVORZIO IN ITALIA CONSENSUALE
Una volta che le parti sono separate, possono richiedere il divorzio depositando una domanda congiunta al Tribunale con le stesse modalità della separazione consensuale. Tale procedimento annulla gli effetti del matrimonio, inclusi tutti gli obblighi di un coniuge nei confronti dell’altro. Il giudice emette la sentenza definitiva di divorzio.
Normalmente le parti, per proporre il divorzio, devono attendere 6 mesi dalla separazione in caso di separazione consensuale e 1 anno in caso di separazione giudiziale.

5. DIVORZIO STRAGIUDIZIALE IN ITALIA EFFETTUATO DAI LEGALI “NEGOZIAZIONE ASSISTITA”
Come per la separazione, è possibile ottenere il divorzio direttamente presso lo studio dell’avvocato italiano, secondo le stesse modalità della separazione stragiudiziale. Normalmente le parti, per attivare il divorzio stragiudiziale, devono attendere 6 mesi dalla separazione in caso di separazione consensuale e 1 anno in caso di separazione giudiziale.

6. DIVORZIO GIUDIZIALE CONTENZIOSO IN ITALIA
Qualora le parti non si trovino d’accordo sulle condizioni di divorzio, ciascun coniuge può presentare un’istanza al Tribunale per ottenere la sentenza di divorzio ai sensi della legge 898/1970 e successive modifiche.
Il divorzio deve essere proposto al Tribunale competente che, ai sensi dell’art. 4 comma 1, può essere individuato, con criteri sussidiari:

  • nel luogo dell’ultima residenza comune dei coniugi;
  • nel luogo in cui il convenuto ha la residenza o il domicilio in Italia;
  • qualora il convenuto sia residente all’estero o non sia possibile rintracciarlo, nel luogo di residenza o domicilio del ricorrente;
  • qualora il ricorrente sia residente all’estero, in qualsiasi tribunale italiano.

I coniugi devono comparire personalmente alla prima udienza e, secondo l’art. 4 comma 7, il presidente della sezione del Tribunale deve parlare con ciascuna parte e tentare la conciliazione per definire tutte le condizioni del divorzio. Qualora non sia possibile raggiungere la conciliazione, il presidente della sezione, dopo aver ascoltato i figli che abbiano compiuto 12 anni (anche in età inferiore), dispone tutte le misure temporanee e urgenti necessarie e il procedimento prosegue con un altro giudice che sarà nominato. Nella successiva udienza davanti al nuovo giudice, quest’ultimo può pronunciare una sentenza non definitiva di divorzio, ai sensi dell’art. 4 comma 12, trattando nel prosieguo del processo gli assegni.
Il coniuge può altresì richiedere al Tribunale il divorzio “con addebito” qualora durante il procedimento si accertino violazioni degli obblighi derivanti dal matrimonio (ad esempio violazioni della fedeltà coniugale).
Con il divorzio il matrimonio cessa definitivamente e i coniugi possono risposarsi.

Saremo a vostra disposizione per mettere a vostra completa disposizione la nostra professionalità nell’assistervi nei casi di separazione o divorzio

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